Ma An Shan Raw Puerh

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Ci sono diverse zone di produzione di Puerh nello Yunnan, molte delle quali, poichè accessibili ai più, stanno diventando mete di passaggio per molti viaggiatori interessati al tè.
I produttori stanno davvero incominciando a guadagnare bene e per favorire il commercio raccolgono foglie tutto l’anno, utilizzano diserbanti e in genere abbassano la qualità del prodotto.
Questo Ma An Shan Raw Puerh è un tè che ovviamente proviene da Ma An Shan che si trova a 9 ore d’auto da Licang nel sud dello Yunnan sul confine con il Myanmar.
Una zona scomoda per le rotte commerciali del tè e per questo ancora ricca di terre in cui la Camellia Sinensis viene coltivata in maniera naturale.
Nonostante tutto a Ma An Shan, ovviamente il business è già arrivato ed è facile incontrare coltivazioni in cui il fertilizzante viene usato. Lo si nota dal terreno, che diviene più scuro e spoglio: senza erbacee che crescono incolte.
Il rivenditore, Akira Hojo, garantisce di aver trovato un produttore che si affida ancora  naturale, speriamo!
Sempre Akira Hojo racconta che, ha passato diverso tempo nel villaggio, parlando con vari produttori e vedendo come il tè veniva lavorato.
Tra questi ne incontra uno che aveva proprio nel cuore il suo lavoro. Controllava tutte le foglie che i contadini gli portavano, sceglieva solo il meglio. Però qualcosa nel processo di lavorazione non soddisfava Hojo.
Fu chiesto al produttore di elaborare il tè seguendo le proprie esigenze.
Infatti questo Ma An Shan è una delle tante sperimentazione che oggi i produttori attuano per scoprire e offrire nuovi prodotti.
Hojo ci informa che le foglie di questo tè rispetto ai classici sheng ha subito la lavorazione di un Phoenix Dacong.
Quello che questo tè ha in comune con un Dandong è l’appassimento/ossidazione e stabilizzazione, e questi processi sono molto simili per tutti gli oolong. Ovvio, il grado di ossidazione di un oolong varia in base ad alcuni fattori e se si parla di una precisa lavorazione in stile Phoenix Dacong, allora dovrebbe farci sapere se le foglie subiscono l’appassimento all’aperto e l’ossidazione all’interno con le stesse e identiche modalità di un dancong.
In sostanza credo che, la sperimentazione stia nel fatto che le foglie subiscano ossidazione parziale e stabilizzazione prima di essere sottoposto a bagnatura.

Ho provato questo tè diverse volte sia con gaiwan 120ml e 4gr sia con yixing 67ml e 2gr e temperatura a 100° e infusioni a 6-10-15-20 secondi.

Le foglie secche si presentano grandi e fragranti con una varietà di verdi chiari e scuri.

L’infuso presenta foglie grandi, alcune spezzettate e ramoscelli.

Il liquore è di color amaranto ed è interessante perchè mostra note fruttate anziché le classiche floreali tipiche dei giovani sheng.
L’entrata è dolce e il finale invece ricorda il sottobosco, corteccia e qualche sfumatura tipica dei Dianhong (tè rossi dello Yunnan).
Non è un tè corposo ma si presenta morbido e poco complesso.
Un tè da bere ora e che non lascerei invecchiare.

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