Olivier Schneider ci parla dei tè a variante viola

In attesa del secondo numero della rivista Fogli di tè, siamo andati ad intervistare Olivier Schneider che da anni vive in Yunnan a stretto contatto con coltivatori e produttori di pu’er.
Tutto questo per rinforzare il primo numero della nostra rivista, dedicata ai tè a variante viola.

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Foto di Olivier Schneider

1) Ciao Olivier! Sappiamo tutti che sei un amante del tè. Quando è scoccata la scintilla?

Ciao a te Stefano. Ho passato gli ultimi dieci anni in Yunnan per studiare la cultura del tè Pu’er, lì e nei territori in cui questo tipo di tè è maggiormente diffuso (i paesi limitrofi, Taiwan e Hong-Kong).
Sono arrivato al tè praticamente per caso … per prima cosa sono capitato in Yunnan, poi ho scoperto il tè, e naturalmente ho voluto comprenderlo meglio. Non avrei mai pensato che avrei finito per occuparmi di questo per tutta la vita!

 

2) Parlando dei tè a foglia viola … dove possiamo trovarli? Credi che alcuni cultivar producano più facilmente foglie viola o dipende tutto dal clima?

Le foglie viola spuntano per via di una mutazione naturale dell’albero del tè. E’ molto comune negli alberi selvatici (la varietà dell’ovest) che si trovano nelle foreste, ma si possono trovare foglie viola o persino alberi viola anche nei giardini del tè …
In passato le persone non ci facevano caso o addirittura le evitavano. Ma siccome sono ricercate da alcune persone, oggi esiste un (piccolo) mercato. Ora si possono trovare anche dei piccoli giardini di foglie viola, campionate geneticamente da alcune varietà.
Esiste anche un vero e proprio cultivar di foglie viola adesso, isolato e geneticamente campionato a partire da un albero in particolare, Zi Juan in Yunnan, e uno in Kenya.


3) Sappiamo che esistono alcune produzioni di germogli viola in Kenya, ti riferisci a quelli?

Dato l’alto contenuto di antiossidanti delle foglie viola, si è cercato di creare una varietà viola per uso personale e per il mercato farmaceutico.
Il Kenya ha sviluppato quella varietà di foglie viola per questo motivo. Il Kenya è uno dei maggiori produttori di tè al mondo in termini di volume, ma si tratta per la maggior parte di tè economico e di bassa qualità che  finirà in bustina. Ciò non fornisce delle buone entrate per i produttori di tè del Kenya sfortunatamente. Producendo questo speciale e più costoso  tè viola per il settore farmaceutico e il mercato “sanitario” si cerca di aumentare i guadagni dell’industria del tè e dei coltivatori. Ma sebbene l’albero presenti lo stesso colore viola, il tè prodotto alla fine è piuttosto diverso (per via della scarsa qualità delle foglie del tè nero Kenyota).

 

4) Quali tipi di tè vengono prodotti a partire dalle foglie viola? (Tè neri, bianchi, verdi …)

Lo Yunnan produce il pu’er, alcune volte il tè nero (come il tè nero degli alberi selvatici, che contiene molte foglie viola). Il Kenya produce tè nero. Non conosco altri usi delle foglie viola, ma potrebbero essercene.

 

5) I pigmenti di colore e gli elementi chimici presenti nella foglia ne modificano il sapore?

Sì, le foglie viola possiedono alcune specificità riguardo il gusto.
Esistono molte varietà di albero che possono produrre foglie viola, quindi non si tratta proprio di “un gusto” e si possono riscontrare molte differenze riguardo le foglie viola, ma di solito ci sono degli aspetti condivisi.
I veri cultivar di tè viola, come il Zi Juan, hanno un’identità di gusto, e praticamente tutti i Zi Juan hanno più o meno lo stesso sapore.

 

6) Le foglie viola del tè non sono comuni, il loro prezzo sul mercato è molto alto?


Non molto …
Di solito le foglie viola provengono da alberi giovani, quindi sono più costose di quelle “verdi” provenienti da altri alberi giovani ma meno costose delle foglie di alberi antichi!
Quando hanno lanciato il  Zi Juan (il cultivar di foglie viola dello Yunnan) hanno cercato di creare un fenomeno di mercato e di imporre prezzi molto alti, perché si trattava di qualcosa di raro e nuovo; ma è solo un fenomeno effimero legato alle mode, ed anche il Zi Juan non è così costoso ad oggi sul mercato a confronto con altri pu’er.

 Olivier ha scritto anche un importante articolo sul cultivat Zi Juan. Andate a leggerlo.

Stefano Aliquo

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