Lapsang Souchong unsmoked 2016

Abbiamo già parlato in precedenza di questo tè, degustando un grado medio del 2015 e trovate qui la recensione.
Anche questa volta si tratta di una versione non affumicata, ma del 2016 e di un raccolto più pregiato e con caratteristiche diverse dal precedente.

Ma come mai questo tè viene sottoposto solitamente ad affumicatura???
Forse una leggenda può rispondere a questa domanda!

In un tempo molto lontano banditi e prepotenti mettevano a ferro e fuoco la Cina; quando alcuni di questi arrivarono in un villaggio notarono subito che molte famiglie erano indaffarate nella lavorazione del tè. Si trattava di tè nero che veniva venduto ogni anno a mercanti olandesi.

I banditi minacciarono il contadino di distruggere il villaggio se non avesse pagato loro il pizzo…e non il loro “solito” pizzo, ma raddoppiato! Essi dissero al contadino:”dato che sperperi così tanti soldi per pagare tutta questa gente puoi pagare quanto ti chiediamo!”

Fortunatamente il raccolto di quell’anno era stato molto abbondante e il contadino pensava che riuscendo a vendere bene il tè agli olandesi sarebbe riuscito a pagare quanto chiesto dai banditi.

Per fare questo però doveva lavorare accuratamente il suo tè: farlo ossidare su del legno di pino, tostarlo ed asciugarlo.

Nei giorni seguenti le richieste dei malviventi si facevano sempre più insistenti “Se puoi pagare i tuoi lavoratori ogni giorno allora puoi anche pagare noi, dov’è la nostra parte??” gli dicevano.

Il coltivatore continuava a promettere loro che li avrebbe pagati presto, ma l’ultima notte prima della consegna del tè all’olandese i banditi decisero di andare a rubare in ogni casa del villaggio e diedero fuoco al capannone in cui il contadino aveva messo il tè.

Dopo l’accaduto, gli abitanti del villaggio disperati, cercarono di selezionare la parte del tè che si era salvata dall’incendio, ma quando lo assaggiarono il loro sconforto fu grande; il tè sapeva di fumo.

Decisero di provare a venderlo lo stesso senza avere molte pretese sul prezzo; era pur sempre meglio di niente.

Arrivati al porto, il contadino incontrò lo stesso commerciante olandese a cui aveva venduto il raccolto gli anni passati, ma sfortunatamente egli chiedette di assaggiare il tè prima di comprarlo e domandò subito:”Cos’è questo?”
Il contadino sconfortato pensò di raccontargli l’accaduto, ma prima che potesse rispondere l’olandese esclamò “Lo adoro! Non ho mai provato qualcosa di simile”.

Il contadino riuscì a vendere il raccolto ad un prezzo superiore di ben tre volte quello degli anni passati e promise al commerciante che avrebbe affumicato il suo tè anche negli anni a venire.

Fra sè e sè però iniziò a pensare a come affumicare il tè senza dare fuoco al suo capannone. Gli venne in mente di usare la legna e aghi di pino.
Questa tecnica funzionò così bene che ancora oggi è il metodo tradizionale per affumicare questo tipo di tè.

Non so se questa leggenda sia convincente o meno, ma io continuo a preferire la versione non affumicata di questo tè, conosciuto anche col nome di Zheng Shan Xiao Zhong.

In cinese mandarino “Zheng Shan” significa montagna autentica (nell’area di Wuyishan) e “Xiao Zhong” si riferisce alle piccole foglie della cultivar da cui proviene.

Le foglie secche di questo raccolto sono profumatissime e ricordano un limone fresco.

Ho preparato il tè con 4gr di foglie in 120ml di acqua a 85°C.

Prima infusione di 40 secondi: le foglie infuse ricordano un limone a differenza del raccolto del 2015 che ricordava un’arancia. Il liquore è anch’esso leggermente agrumato, risulta molto dolce ed ha un sentore lieve di cacao. Al palato risulta davvero molto fresco, ma se si desidera avere più corpo bisogna prolungare l’infusione di altri 5 secondi.

Seconda infusione di 50 secondi: le foglie infuse mantengono le stesse caratteristiche precedenti, mentre in bocca la nota di cacao diventa più presente, conservando però ancora la freschezza del limone.

Terza infusione di 60 secondi: il profumo delle foglie rimane inalterato ed il liquore ricorda la prima infusione senza la nota di cacao. Anche in questo caso prolungando l’infusione di 5 secondi si ottiene più corpo a discapito però della sensazione di freschezza.

Quarta infusione di 1 minuto e 40 secondi: ancora una volta non sono apprezzabili variazioni nelle foglie infuse, ma il liquore tende a diventare leggermente amarognolo.

Ho avuto modo di provarlo anche da freddo preparandolo con un’unica lunga infusione di 5 minuti usando 3 grammi di foglie in 200ml di acqua sempre a 85°C.  In seguito ho messo 3 cubetti di ghiaccio in una teiera in cui ho versato il liquore.
Devo dire che è perfetto da bere freddo, magari in estate in quanto rimane dolce e piacevolmente agrumato.

Luca Campaniello

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