Il tè è fatto di acqua 

Torno a parlare di acqua, perché anche se le foglie che scegliete di mettere in infusione devono destare la vostra massima attenzione nella scelta e nella pratica, ricordiamoci che l’ingrediente coprotagonista e non meno importante resta l’acqua.

Qualche giorno fa, in un post precedente a questo, davo alcuni suggerimenti sull’acqua da utilizzare:

  1. Acqua viva di fonte
  2. Acqua in bottiglia se rispetta le caratteristiche

Oggi vorrei parlare di memoria dell’acqua.

Masaru Emoto un saggista giapponese mise a punto una tecnica che ha consentito di farci capire come l’acqua risponde agli stimoli esterni. Attraverso questa tecnica Emoto è riuscito a fotografare con una temperatura di -4C  i cristalli di acqua sottoposta alle vibrazioni di brani, preghiere, imprecazioni, parole e musiche.

Secondo Emoto si può quindi parlare di memoria dell’acqua.

Gli scienziati hanno svalutato il lavoro di Emoto, morto nel 2014, assicurando che non ci sono prove scientifiche per avvalorare questa tecnica. Credere o non credere.

Alla fine non costa nulla, prima di bere il tè, offrire una buona intenzione.

Tornando all’acqua, alla sua memoria, spirituale ma anche chimica, e al rito del tè consiglio, a chi utilizza acqua in bottiglia, di inserire sempre un po’ di acqua viva del rubinetto…questo procedimento renderà vivo il vostro tè senza perdere le caratteristiche che avete cercato per prepararlo.

E ora andate a bere i vostri liquori di camelia e caricateli di memoria!

stefanoaliquo

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