2015 Yabukita oolong

Ho il piacere di provare un tè inusuale.
Per chi non lo sapesse ancora, amo molto le contaminazioni e le sperimentazioni nella lavorazione del tè.
Il tè che recensisco oggi è uno di questi e proviene dal Giappone ma è stato lavorato secondo tecniche più consone a Cina e Taiwan e ricorda infatti molto i Da Cong oolong.
Sto parlando di un oolong da cultivar Yabukita coltivato e raccolto a Utsunoya nella prefettura di Shizuoka, in linea di massima geograficamente collocata nel centro del Giappone, sulla costa meridionale tra Kyoto e Tokyo.
Il cultivar Yabukita è uno dei più popolari nella terra del sol levante per la produzione del Sencha anche grazie al suo alto rendimento e al suo sapore umami. Inoltre è una qualità che ha dimostrato di saper resiste alle basse temperature.
Il termine Yabukita deriva dal luogo in cui è stata collocata la prima pianta: a nord (kita) di un bosco di bambù (yabu).
Questo oolong è stato raccolto nel giugno del 2015 e lavorato dal teamaster Mr. Watanabe, un vero guru e studioso degli oolong taiwanesi.
Il giapponese Watanabe, infatti, passa la maggior parte del suo tempo a studiare e fare ricerca a Taiwan sulle tecniche di lavorazione di questo tipo di tè. E’ un maestro nella produzione di ottimi oolong taiwanesi che prepara utilizzando foglie da cultivar locali.
Da tempo, però, si dedica anche alla sperimentazione lavorando foglie di cultivar giapponesi seguendo i principi e le tecniche di quelli taiwanesi. Ricercatissimo il suo sperimentale Oriental beauty giapponese che produce in bassissime quantità.
Watanabe è un teamaster molto preciso e studia anche la composizione e la chimica dei suoi tè al fine di ottenere un prodotto di qualità che non lascia nulla al caso.
Questo Yabukità oolong è stato poi tostato da Mr. Matsuoka.
Qui sotto un pò di foto della nostra amica Keiko.

Ho provato questo tè con gaiwan da 100 ml. e 3 gr. di foglie e acqua a 95° con infusioni di 15-25-40-80
Le foglie secche sono molto sottili e allungate di colore verdone scuro opaco.

Prima infusione di 15 secondi: l’infuso ha un aroma molto profumato con note di fiori, nocciole e biscotti appena sfornati e nel finale lascia intendere una nota moscata (muscatel) che si trova generalmente nei Darjeeling.
Il liquore è molto dolce e floreale con una lieve nota di mandorla.

Seconda infusione a 25 secondi: l’infuso diviene più frizzante e anche se le note floreali sono ancora molto forti, emerge potente una nota minerale insieme a quella di mandorla.
L’infuso incomincia a mostrare delle belle foglie verdi e perfettamente integre.
Il liquore secca leggermente e piacevolmente il palato con un attacco molto dolce con note di mandorla e biscotti appena sfornati e un finale lievemente pungente e floreale con note di fiori bianchi.

Terza infusione a 40 secondi: l’infuso ora lascia spazio ad aromi minerali e ad una nota leggera che ricorda il legno verde.
Il liquore ora si fa meno complesso ma rimane piacevole.

Quarta infusione a 80 secondi: L’infuso rimane come il precedende, con note minerali e leggermente legnose.
Nel liquore rimane il ricordo di fiori bianchi e mandorle ma oramai incomincia a spegnersi.

Stefano Aliquo

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