1993 Raw Puerh

Quello che leggerete in questo post è un esperimento riuscito che ho iniziato con Luca di Tazzefumanti.
Questa infatti è una recensione di gusti, sapori e percezioni condivisi di fronte ai nostri gong fu cha.
Un esperimento ben riuscito e che solo un tè come questo poteva e doveva meritarsi.
Questo Raw Puerh arriva da un negozietto chiamato Nong Cha che si trova nel centro di Bruxelles in Belgio. Raccolto e prodotto nel 1993 in Yunnan, Cina.
93I puerh sono tè eccezionali perchè, come sostiene Luca, sono dei “portali del tempo e una parafrasi della vita dell’uomo”.
Quello che oggi siamo è frutto di quanto abbiamo fatto nel corso degli anni. Invecchiando, si accumula memoria, si ha esperienza e si matura. Bere un puerh ci dà modo di “sfogliare il nostro libro”. Ogni infusione scorre tra le pagine degli anni, dei sapori, degli aromi e degli odori. Quando si sorseggia si scava nella memoria: si crea un percorso a ritroso nel quale, ad ogni infusione, si torna in avanti verso il presente viaggiando negli anni che questi tè hanno trascorso racchiusi nei loro contenitori.
Questa sera abbiamo concentrato gli anni dal 1993 al 2015 in un’ora e in una bevuta fantastica con un puerh complesso e “trasformista”:

da vecchio barbuto e scorbutico a un giovane fumatore di pipa e poi ancora in una donna matura, sensuale e profonda fino ad una giovane e timida adolescente nelle ultime e lunghe infusioni.
Abbiamo preparato questo tè con gaiwan da 100ml e 5gr di foglie e acqua a 95°.
Dopo aver scaldato il gaiwan abbiamo risciacquato per 5 secondi le foglie e poi abbiamo provato diverse infusioni: 10-15-30-40-50-60-80-120-180 secondi.
Il 1993 Raw Puerh ha dato il meglio nella quarta infusione a 40 secondi.

Le foglie secche sono nerastre, di piccola dimensione e profumano prepotentemente di tabacco e di sottobosco ma sono percepibili anche note fruttate.

  • Prima infusione a 10 secondi:
    L’infuso ha perso quasi completamente l’aroma predominante del tabacco lasciando emergere dei sentori legnosi a scapito delle note leggermente fruttate iniziali.
    Il colore del liquore è perfetto, ambrato aranciato e non lascia intravedere residui oleosi in sospensione.
    Il sapore è rotondo, leggermente pungente ed amaro come nota di testa per poi lasciare un bouquet di sapori terrosi e legnosi in bocca.
  • Seconda infusione a 15 secondi:
    Emerge ora bene dall’infuso la nota floreale che addolcisce in ogni caso l’intera gamma di odori. Il sapore di tabacco non è più predominante ed è confuso con quello di sottobosco e muschi.
    Il colore del liquore, ambrato-aranciato, è ora è leggermente più intenso, limpido e liscio.
    Il liquore della seconda infusione è più morbido…ha meno corpo ed è fugacemente amaro all’attacco ma ha un finale più dolce. Persistono note terrose e di tabacco ma esce fuori una nota floreare di vetiver.
    La seconda infusione è abbastanza deludente rispetto alla prima.
  • Terza infusione a 30 secondi:
    Ora l’infuso è frizzante di sapori. Sempre presente il profumo di tabacco ma cambia tono ad ogni infusione e si posiziona sempre con colori differenti. L’aroma di muschio ora è forte e si miscela insieme alla mirra e a note lievissime di castagna.
    Il colore del liquore è intenso ed è interessante come le note amare che caratterizzavano inizialmente questo tè stiano via via sparendo.
  • Quarta infusione a 40 secondi:
    Nell’infuso predomina ora su tutto la nota floreale accompagnata da un profumo di resina come la mirra. Il sapore terroso di sottobosco e quello di tabacco e muschio si percepiscono solo nello sfondo ed escono invece note di mirtillo e bacche.
    Questo tè si è trasformato e ,come dicevamo, da vecchio scorbutico è diventato una donna matura e sensuale.
    Il liquore è leggermente più rossastro forse più denso e la nota floreale e dolcissima del vetiver ora domina. Il mirtillo che si percepisce nell’infuso pare sentirsi di riflesso anche nel liquore.
  • Quinta infusione a 50 secondi:
    In questa infusione riemergono vecchi aromi come un diffuso legno bagnato con note di mirra. Il sapore di tabacco è sparito.
    Il liquore ha un colore meno intenso ed è tornato liscio come quello della seconda infusione ma in realtà è molto più complesso e la lunghezza (intesa come retrogusto) torna ad essere molto lunga come nelle prime due infusioni.
    E’ un buon tè e rispetto ad altri puerh ha la forza di esser più delicato e lasciare intravedere molti sapori e note. Non è astringente e nemmeno amaro e lascia intravedere molte sfumature.
    La cosa interessante di questa infusione è una leggerissima astringenza che si inizia a sentire alla fine del sorso, dominata dalla nota floreale che, per alcuni secondi, si sente in bocca lunghissima. Il retrogusto fruttato si fa sentire tutto.
  • Sesta infusione a 60 secondi:
    In questa infusione esce evidente la bellezza degli sheng puerh. Questo tè sembrava morto e invece ora risorge ritornando frizzante quasi come nella terza infusione con note di tabacco e sottobosco.
    Il liquore è più chiaro della prima infusione, il sapore è morbido e leggero con note di legno verde bagnato e ritorna un po’ di tabacco. Ora il sapore è allineato a quello di un normale puer del 2005 ma, dopo un paio di minuti dall’ultimo sorso, dalla gola senti lo strascico antico del ’93…e questa come dicevamo è la qualità straordinaria dei puerh.

    Stiamo risalendo il tempo!
  • Settima infusione a 80 secondi:
    L’infuso è ancora frizzante con note di sottobosco e legno bagnato. Il tabacco è nuovamente sparito.
    Il liquore nonostante l’infusione superi il minuto è molto chiaro.
  • Ottava infusione a 120 secondi:
    L’infuso è ancora più chiaro e si sente un leggero sentore affumicato.
    Pur diventando via via sempre più leggere i sapori continuano a cambiare e a modificarsi dimostrando tutta la complessità di questo tè.
  • Nona infusione a 180 secondi:
    Il liquore si fa chiarissimo ma nonostante incominci a sfaldarsi rimane ancora gradevole, ma siamo al limite.

stefanoaliquo

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